La stilista milanese è stremata dal fitting nella suite del grande albergo romano. I suoi magnifici abiti, ispirati alle eroine le cui sontuose toilettes Marcel Proust ha immortalato nella Recherche, hanno taglie «normali»: 40-44. Ma tante indossatrici vestono la 38, addirittura la 36 e quei preziosi pezzi unici spesso si devono restringere. La Curiel si ribella e lancia il suo j’accuse nel mezzo della cinque-giorni di AltaRoma che si sta svolgendo nella capitale.
Dopo tante campagne internazionali contro l’anoressia nella moda, il codice deontologico voluto dal ministro Giovanna Melandri, le raccomandazioni della Camera Nazionale della moda, la lettera della Provincia di Roma che ospita le serate di AltaRoma e protocolli vari, in Italia non è cambiato niente?
«Purtroppo, è così. Da un anno mando copia di questi documenti alle agenzie di modelle, chiedendo ragazze non troppo esili, eppure devo scartarne 29 su 30. Poche ore fa una giovanissima slava si è sentita male e mi ha chiesto un panino al prosciutto per riprendersi. Le ho domandato: “Perché siete tutte troppo magre?”. E lei: “Sono gli stilisti che ci vedono sempre troppo grasse”. Per quanto mi riguarda, invece, le trovo inguardabili. A volte mi sembrano dei travestiti. Sono il tipo opposto a quello che voglio vestire, davvero femminile. La mia modella preferita, infatti, è Tatiana Turcan: una bella russa, bionda, con tutte le forme al posto giusto. Una donna vera, insomma». La indica, mentre prova un lungo vestito grigio, drappeggiato sul bustino e con un’unica manica ricamatissima. Il suo corpo è florido e sinuoso ma slanciato e non si può che convenire sul giudizio della Curiel.



